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L'EDIPO RE AL TEATRO COMUNALE DI PIETRASANTA
Di videonewstv (del 16/11/2010 @ 14:02:57, in ARTE E SPETTACOLO, linkato 2326 volte)

L'EDIPO RE APRE LA STAGIONE TEATRALE DEL  COMUNALE DI PIETRASANTA.

Protagonista Franco Branciaroli,lo spettacolo è in programma lunedì 22 novembre alle 21,15.

 Franco Branciaroli (fonte:Metaforum.it)

 Teatro Comunale di Pietrasanta Lunedì 22 Novembre 2010 Teatro degli Incamminati – Teatro Stabile di Trieste – Teatro Messina presentano Franco Branciaroli In EDIPO RE di Sofocle. In scena Giancarlo Cortesi (Corifeo), Emanuele Fortunati (Primo Messaggero), Gianfranco Quero (Secondo Corifeo), Alfonso Veneroso (Creonte) Livio Bisignano, Tino Calabrò, Angelo Campolo, Filippo De Toro, Luca Fiorino e Luigi Rizzo (Coreuti). Scene di Pier Paolo Bisleri Costumi di Stefano Nicolao Musiche di Germano Mazzochetti Luci di Gigi Saccomandi Regia di Antonio Calenda .

LUNEDI 22 NOVEMBRE 2010 L’EDIPO RE CON FRANCO BRANCIAROLI APRE LA STAGIONE DEL COMUNALE DI PIETRASANTA Su il sipario sulla stagione teatrale del Comunale di Pietrasanta con la tragedia sofoclea dell’Edipo Re con Franco Branciaroli. Lo spettacolo firmato da Antonio Calenda per una rilettura dell’originale che attinge ai sunti di Freud e René Girard. Prevendita da domenica 21 novembre. Su il sipario lunedì 22 novembre (inizio ore 21,15. Info su www.laversilianafestival.it) sulla stagione del grande ritorno, sulla scena del Teatro Comunale di Pietrasanta, del teatro di regia e della grande drammaturgia con l’apertura affidata ad un colosso della scena italiana: Franco Branciaroli. E ad uno dei classici più amati dal pubblico: l’Edipo Re di Sofocle. A legare l’interpretazione al testo la regia del sapiente Antonio Calenda che in questa particolarissima rilettura ha esplorato le ombre e l’ignoto della psiche di Edipo fino ai temi cardine che ripercorrono uno dei testi fondamentali della cultura occidentale come l’incesto, il parricidio e il senso di colpa. Una stagione d’autore, quella promossa dalla Fondazione La Versiliana, con otto spettacoli di altissima qualità – campagna abbonamenti aperta sino a sabato 20 novembre – dove troviamo, condensati insieme in un cartellone riccgissimo di stelle del teatro, la prima nazionale de “I pugni in tasca” di Mario Bellocchio con Ambra Angiolini e Piergiorgio Bellocchio, ed interpreti del calibro di Carlo Cecchi con “Sogno di una notte d’estate”; Glauco Mauri e Roberto Sturno con “L’Inganno”; Elisabetta Pozzi con “Tutto su mia madre”; Elena Ghiaurov diretta dal Maestro Luca Ronconi con “I beati anni del castigo” e Giuliana Lojodice con “Le conversazioni di Anna K.”. Il progetto dello spettacolo infatti si basa su una rilettura dell’originale sofocleo (scritto probabilmente nel 430 a.C.) integrato dai sunti teorici di diversi studiosi e in particolare di Sigmund Freud e di René Girard. Lo spettacolo – firmato dallo Stabile regionale con il Teatro de Gli Incamminati e il Teatro di Messina – si basa infatti, su una rilettura dell’originale sofocleo alla luce dei sunti di Freud e René Girard. Della tragedia sofoclea è lo stesso regista a parlarne: “In un mondo smarrito, minaccioso, delle cui ombre sentiamo l’incombere – commenta Calenda – è stato emblematico rielaborare il percorso dal buio verso la chiarezza compiuto da Edipo: un percorso nella coscienza che allo stesso tempo è individuale, di intima analisi, collettivo. Ed è stato importante poterlo condividere assieme ad un artista consapevole come Franco Branciaroli, con il quale abbiamo affrontato recentemente l’indagine di un altro problematico personaggio, il Galileo di Brecht. In questo “Edipo Re”, abbiamo voluto tratteggiare il protagonista evocando echi di teoremi freudiani, un viaggio fra le ombre e l’ignoto della psiche: perciò nella nostra visione, in Edipo si condensano, quasi come in momenti di trance, più personaggi della tragedia – Edipo, Tiresia, Giocasta – a dimostrare che nella sua carne si convogliano tutte le radici della colpa. Le radici dell’incesto, del parricidio: canoni del senso di colpa che segnano la civiltà occidentale, su cui si è lavorato soprattutto nel Novecento, da Freud a Lacan, attraverso Guattari, Deleuze, per arrivare a René Girard un filosofo contemporaneo che ha donato forti induzioni alla nostra interpretazione”. Un itinerario nei meandri della psiche che nella messinscena dell’Edipo Re si svolge quasi fra sonno e veglia del protagonista, con il Coro che funge da ponte fra queste due dimensioni, un coro tutto maschile che fa da eco e moderno, incisivo commento. Anche il Primo messaggero dialoga col protagonista e porta notizie che si espandono fra il vissuto conscio e l’inconscio di Edipo. Al di là di costui, del coro e di Creonte – simbolo di un potere terreno che rimane estraneo alla sua ricerca profonda – Edipo non si relazionerà con altri personaggi dall’esterno. Invece, li “vivrà” dentro di sé, quasi attraverso dei momenti di trance, a simboleggiare che nella sua carne convergono tutte le radici della colpa. Accadrà così per Tiresia e per il pesante diverbio che ha con Edipo, interpretato parallelamente in entrambi i ruoli da Branciaroli stesso, come a sostanziare sulla scena l’indifferenziazione girardiana. Per il Secondo messaggero, che gli fa rivivere il trauma delle sue origini. E la stessa soluzione scenica sarà seguita per Giocasta: inizialmente forte, scettica davanti all’ansia generale sollevata dai vaticini, ma poi doppio viscerale della coscienza di Edipo e incapace – come lui – di tollerare la visione degli orrori inconsapevolmente compiuti. Lei ed Edipo sono l’incarnazione del senso di colpa: Giocasta si punisce dandosi la morte. Edipo sceglie – e sceglie consapevolmente qui per la prima volta nella sua esistenza – la morte interiore, di ritornare, accecandosi, a quel buio che lo ha accompagnato per tutta la vita. Franco Branciaroli sostiene in questo spettacolo un impegno espressivo e interpretativo notevolissimo, medianico: al suo fianco una compagnia rigorosa, composta da Giancarlo Cortesi (Corifeo), Emanuele Fortunati (Primo Messaggero), Gianfranco Quero (Secondo Corifeo), Alfonso Veneroso (Creonte) e Livio Bisignano, Tino Calabrò, Angelo Campolo, Filippo De Toro, Luca Fiorino e Luigi Rizzo (Coreuti). L’intero spettacolo fonda la propria essenza sul concetto del “vedere”: un leitmotiv concettuale che diventa momento di un paradosso nella conclusione della tragedia (l’accecamento di Edipo) ma che ritorna costantemente durante l’intera messinscena anche sul piano delle immagini. La scena di Pier Paolo Bisleri cela e rivela personaggi dietro velati neri, una scatola, uno spazio quasi mentale in cui Edipo è rinchiuso, le luci di Gigi Saccomandi ribadiscono la dialettica fra luce e buio, chiarezza e mistero. Completano il suggestivo allestimento i costumi di Stefano Nicolao e le musiche di Germano Mazzocchetti. Molto rilevante l’apporto della traduzione di un autore contemporaneo quale Raul Montanari, che sviluppa la tragedia con precisione, senza retorica e con una forte aderenza a Sofocle. Biglietteria: prezzi e orari. Vendita biglietti presso biglietteria Teatro Comunale di Pietrasanta in Piazza Duomo a Pietrasanta (Lu) dalle 17 alle 19 a partire dal giorno precedente lo spettacolo e il giorno stesso della rappresentazione Info tel. Tel. 0584 795511 e Fondazione La Versiliana Tel. 0584 265733 – 265726. Prenotazione e prevendita anche online su www.ticketone.it). Per il pubblico, non solo la possibilità di acquistare biglietti singoli, ma anche interessanti pacchetti per tutti gli spettacoli in cartellone e, nel caso di possessori della tessera di Socio COOP o Socio Banca BCC (Banca Credito Cooperativo Versilia Lunigiana e Garfagnana), una riduzione sul prezzo dell'abbonamento e/o del singolo biglietto. Per favorire gli studenti previsto uno speciale biglietto in galleria al costo di 10 euro. Prezzi: Platea 24,00 (ridotto 21,00); Galleria 15,00 (ridotto 12,00), Galleria Speciale Gruppi Studenti 10,00. Le riduzioni si applicano ai minori di anni 25, oltre i 65 anni e portatori di handicap. Per info www.laversilianafestival.it.