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WEB TV : DOPO IL DECRETO ROMANI , UN'ALTRA MANNAIA STA PER ABBATTERSI SUL WEB?
Di videonewstv (del 23/07/2010 @ 15:48:06, in INTERNET E WEB TV, linkato 1789 volte)

Comunicato stampa 3/2010

Dopo il Decreto Romani, un'altra mannaia sta per abbattersi sul net ?

DELIBERE AGCOM :A RISCHIO LE MICRO WEB TV

Norme stringenti previste dall’Agcom minacciano la sopravvivenza di oltre 350 realtà. Per l'avv. Scorza: «Un ciclone di costi e burocrazia si abbatterebbe sulle micro web tv». Colletti (FEMI): «Preoccupazione per i tentativi di regolamentare e tassare le micro tv» Roma, 22 luglio 2010 - Nei giorni scorsi l’Agcom, dando seguito al percorso stabilito dal decreto Romani, ha emanato due delibere, la n. 258/10/CONS e la n. 259/10/CONS, con le quali ha avviato le consultazioni su due schemi di regolamento concernenti la prestazione di servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici su altri mezzi di comunicazione elettronica e la fornitura di servizi di media audiovisivi a richiesta. “Conviene dire subito – scrive nel suo blog l’avvocato Guido Scorza, esperto in diritto delle nuove tecnologie - che gli schemi di regolamento allegati alle delibere, se approvati nell’attuale formulazione, trasformerebbero la Rete italiana in una grande TV e gli unici in grado di fare informazione ed intrattenimento online sarebbero proprio i Signori della TV. Un ciclone di costi e burocrazia si abbatterebbe sul mondo delle micro web tv italiane e la sensazione è che solo poche potrebbero sopravvivere”. Se i nuovi regolamenti delineati dovessero entrare in vigore, le web tv si troverebbero, infatti, costrette a richiedere all’Agcom due apposite autorizzazioni: una per trasmettere in modalità streaming ed una per trasmettere in modalità on demand, al costo di 3.000 € cadauna. A ciò si aggiungerebbero una serie di documenti e normative che graverebbero le web tv di ulteriori costi e complessità di gestione. In caso di inottemperanza le due delibere prevedono sanzioni molto precise. Tali normative metterebbero in serio pericolo una realtà sociale, delineatasi negli anni in Italia e rappresentata da una serie di micro web tv che in rete operano, spesso ancora senza modelli di business strutturati, ma in un'ottica di sperimentazione e al solo fine di informare e valorizzare i propri territori. “La FEMI – afferma Giampaolo Colletti, presidente della federazione delle micro web tv - guarda con molta preoccupazione i tentativi di regolamentare e tassare in modo arbitrario e pretestuoso il sistema informativo digitale rappresentato dal giornalismo partecipativo dal basso e non esclude di passare a forme di mobilitazione “a rete unificata”. Questi micro canali creati da cittadini videomaker per passione rappresentano nella loro unicità il tessuto informativo iperlocalizzato italiano e svolgono un ruolo di primaria importanza e un servizio di pubblica utilità, colmando un vuoto informativo. L'entry level dettato anche dall'abbattimento dei costi del digitale ha favorito in questi mesi una crescita a tre cifre e una professionalizzazione delle italianissime web tv. Il rischio che questo schema di regolamento pone è la chiusura, in un terreno come quello del net dove la democrazia partecipativa informativa dovrebbe essere tutelata”.

 Simona Salvi, ufficio stampa FEMI – Altratv.tv