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SPORT IN LUTTO: SI E' SPENTO JUAN ANTONIO SAMARANCH , PRESIDENTE ONORARIO DEL COMITATO OLIMPICO INTERNAZIONALE
Di Admin (del 21/04/2010 @ 18:31:31, in SPORT-CALCIO-USSI, linkato 1625 volte)

SPORT IN LUTTO: SI E' SPENTO JUAN ANTONIO SAMARANCH

fontE:  www.commons.vikimedia.com

 Dall'Ufficio stampa USSI riceviamo e pubblichiamo:

Il mondo dello sport è in lutto. Si è spento oggi a Barcellona il Presidente Onorario del Comitato Olimpico Internazionale, Juan Antonio Samaranch. Aveva 89 anni. Era stato ricoverato all’Ospedale Quiron della città catalana per una grave insufficienza cardiaca. Alla Famiglia Samaranch e in particolare al figlio, Juan Antonio junior, il CONI esprime le più sentite condoglianze a nome dello sport italiano. Appresa la triste notizia, il Presidente del CONI, Giovanni Petrucci, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Oggi è un giorno di lutto per lo sport mondiale. La scomparsa di Samaranch rappresenta una grave perdita per il mondo olimpico perché lui è stato il vero protagonista del risanamento finanziario del CIO e del rilancio dei Giochi Olimpici come evento universale. Di lui ricorderò sempre il meraviglioso intuito e la sua innata capacità manageriale che gli hanno consentito di diventare uno dei più grandi dirigenti della storia dello sport di tutti i tempi. A nome mio personale e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, in questo momento di profondo dolore, sono vicino al figlio Juan Antonio junior, esprimendogli i più sinceri sentimenti di cordoglio dell’intero sport italiano ”. Il Segretario Generale del CONI, Raffaele Pagnozzi, anche nella sua veste di Segretario Generale dell’Associazione dei Comitati Olimpici Europei, ha voluto ricordare la figura del Presidente Onorario del CIO: “Samaranch è stato per tutti noi dirigenti sportivi una sorta di padre putativo, un punto di riferimento continuo e costante per chiunque appartenesse al mondo olimpico. Nei suoi venti anni di presidenza ha saputo imprimere una svolta decisiva e determinante al CIO, ai Giochi Olimpici, modernizzando un movimento che stava per entrare in crisi tra boicottaggi e veti incrociati. E’ stato poi un grande sostenitore, insieme ad Onesti, della nascita dell’Associazione dei Comitati Olimpici Europei, al quale non ha fatto mai mancare il suo apporto in termini di consigli e di idee. Lo sport oggi piange uno dei suoi più grandi campioni di diplomazia”. LA BIOGRAFIA – Juan Antonio Samaranch era nato il 17 luglio 1920, a Barcellona. Membro CIO dal 1966, era entrato nell’Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale nel 1970 e assunto il ruolo di vice Presidente nel 1974. Nel 1980 era stato eletto Presidente, raccogliendo il testimone dall’irlandese Michael Morris Killanin. Nel corso della sua Presidenza, dopo aver superato il difficile momento legato al doppio boicottaggio delle edizioni olimpiche di Mosca e Los Angeles, si era fregiato del merito di far ottenere ai Giochi Olimpici il titolo di manifestazione sportiva più importante del mondo, aprendo anche alla partecipazione degli atleti professionisti. Nel 2001, lasciata la poltrona di numero uno a Jacques Rogge, era stato insignito del ruolo di Presidente Onorario, mentre uno dei due figli, Juan Antonio Junior, era entrato come membro. E’ stato anche Presidente (1967-1970) del Comitato Olimpico Spagnolo e Vice-Presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, oltre che Presidente della Federazione Spagnola di pattinaggio. Aveva ricoperto il ruolo di capo missione ai VII Giochi Olimpici Invernali di Cortina d’Ampezzo nel 1956 e ai XVII e XVII Giochi Olimpici Estivi di Roma 1960 e Tokyo 1964. Diplomato in economia, è stato tra l’altro membro del consiglio di amministrazione di diverse banche, Presidente Onorario di "La Caixa", consigliere comunale responsabile per lo sport nella città di Barcellona e delegato nazionale per l'Educazione Fisica e Sportiva. E’ stato infine ambasciatore spagnolo presso l'Unione Sovietica e la Repubblica di Mongolia popolare (1977-1980). Da giovane aveva frequentato il college tedesco, la scuola di Barcellona per gli studi di business e studiato all'estero a Londra e negli Stati Uniti. Amava l’hockey e aveva praticato la boxe e il calcio ma era affascinato da tutte le discipline, quelle capaci di contraddistinguere la sua escalation dirigenziale e segnare, in modo indelebile, il percorso d’una vita vissuta in nome dello sport.