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Clicca per leggere:QUANDO LA SINISTRA AL CAVIALE VUOL DIRE LA SUA NON SI SMENTISCE MAI…CHE VUOL DIRE QUEL TITOLO SULL’HUFFINGTON POST:QUELLI CHE NON DIMENTICANO ?
Di Admin (del 22/07/2018 @ 22:10:17, in Critica politica, linkato 147 volte)


Abbiamo sempre conferme che il nostro modo di valutare e pensare è nel giusto e ne traiamo forza e beneficio da questo nostro pensare nel giusto soprattutto quando leggiamo titoli del tipo; “quelli che non dimenticano” un titolo apparso oggi sull’edizione on line dell’Huffington Post a direzione Lucia Annunziata.

 Vale a dire la sinistra al caviale, meglio la sinistra “allo spritz”



 Ci si riferisce ovviamente alla vicenda Marchionne il super manager FCA colpito da malattia e purtroppo per lui improvvisamente in pericolo di vita con conseguente immediato intervento della proprietà Elkann con cambio generale di management nel gruppo.

 “quelli che non dimenticano” si titola… MA PERCHE’ DOVREBBERO FARLO? Io mi chiedo.

Che cosa imputano all’ex manager ?

 Il Manifesto:
Ha tolto diritti ai lavoratori e ha portato il gruppo dell'auto via dal Paese



Giorgio Airaudo: ex responsabile auto di Fiom-CGIL : " dice che Marchionne ha trasformato la Fiat in un'azienda apolide, sradicata dall'Italia: il tutto nel plauso dei Governi", che "gli hanno permesso tutto, senza chiedere mai". Con i risultati che sono stati ottimi per gli azionisti. Gli Agnelli dovrebbero dedicargli un monumento"



 Fausto Bertinotti ex Segretario di Rifondazione Comunista sull’Ansa: La divisa che ha vestito è quella del capitalismo globale finanziario che ha portato una contrazione di civiltà ed ancora "Mirafiori e Pomigliano d'Arco erano luoghi d'eccellenza nel mondo e oggi Mirafiori è un deserto e Pomigliano una striscia di cassintegrazione"



 Enrico Rossi Governatore della Toscana scrive su Facebook : “ la residenza in Svizzera per pagare meno tasse, il Progetto Italia subito negato, il baricentro aziendale che si sposta in Usa, la sede legale di Fca in Olanda e quella fiscale a Londra". “Il suo autoritarismo in fabbrica per piegare lavoratori e sindacati; e gli occupati che sono passati dai 120000 del 2000 ai 29000 di oggi. Marchionne era un manager capace, soprattutto per gli azionisti, ma certo poco o per niente attento alla storia e agli interessi industriali del Paese

Ed allora? Non corrisponde forse al vero dal loro punto di vista quanto vanno affermando?

 Perché li si vuole zittire? Perché questa assoluta certezza della sinistra al caviale di essere nel giusto?

 Qui non si parla dell’aspetto umano e tragico nell’occasione.

 Qui si parla degli esiti di una politica industriale portata avanti da Marchione che ha fatto di sicuro gli interessi della proprietà ed assai meno quelli del Paese. Non c’è più forse diritto di opinione? In nome di che?

 Spessissimo ho criticato la sinistra soprattutto quella ipocrita e con le mani in pasta degli affari cooperativistici e dell’immigrazione selvaggia devastante e nemica degli italiani, ma in questo caso non faccio alcuna fatica ad allinearmi a quanto vanno dicendo i vari Enrico Rossi ( e mi pesa assai..) Fausto Bertinotti e Giorgio Ariaudo.

 Va bene il titolo del Manifesto è duro,pesante con la scritta “E così Fiat” con la foto di un Marchionne a capo chino assorto in pensieri.

Ma anche la presa di posizione della Meloni non mi è piaciuta per nulla:

 Sono disgustata da questa prima pagina del Manifesto. Io stessa ho contestato molte delle scelte di FCA e del suo management ma il rispetto per le persone, soprattutto in un momento delicato come quello che stanno vivendo Sergio Marchionne e la sua famiglia, deve venire prima di tutto. Come è umana la sinistra..


 ha scritto Giorgia Meloni.

 Qui l’umanità non c’entra nulla!

 Ci sono i fatti e l’importanza dei fatti. Per quale motivo non si debba essere coerenti con sé stessi non lo capisco.

 Quel titolo “quelli che non dimenticano” è di una violenza morale inaudita.
 sorta di  sorta
 Andate a dirlo agli Israeliani se dimenticano l’olocausto…

 Come lo definite il passare da 120 mila lavoratori nel 2000 ai 29 mila di oggi se non una sorta di  olocausto?