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Politica e sociale. Gli autogol di Letta e Renzi. L'opinione di Ottavio Nulli Pero.
Di Admin (del 09/12/2013 @ 21:28:17, in Politica e Sociale, linkato 1039 volte)

 

Politica e Sociale

GLI AUTOGOL DI LETTA E RENZI.

  di Ottavio Nulli Pero

 

Se pensavamo di assistere ad un nuovo corso della politica sinceramente bisogna ammettere che la partenza è almeno rinviata. Scrivo di Renzi e Letta perché insistono nel dichiarare di rappresentare il nuovo. Gli altri hanno il pudore di non farlo , aspettano solo di essere cacciati. Del premier dico soltanto che dopo tante manovre e dopo mille modifiche alla legge di stabilità è riuscito nella difficile impresa di scontentare tutti.

In effetti la legge di Stabilità non può accontentare gli imprenditori che contavano su un intervento più risoluto per tagliare il cuneo fiscale . Infatti il "fondo " che Letta aveva promesso di istituire per dedicare a questo scopo , dopo che è diventato accessibile a tutti , fa sì che per il taglio alle tasse di lavoratori e imprese rimangano solo gli "avanzi". Di occupazione per rilanciare ,anche i consumi non se ne vede traccia.

Insomma non si vede traccia di ciò che dovrebbe rilanciare sviluppo ,occupazione, salari e consumi. Anzi i consumi continuano a scendere in caduta libera . Diminuiscono pure le spese per il cibo necessario all’alimentazione, come diminuisce l’acquisto di farmaci da parte di chi ne avrebbe bisogno. A fronte di ciò il Premier si dichiara ottimista e vede una ripresa del PIL dell’ 1% per il 2013 e del 2% nel 2014 . Il centro studi di Confindustria prevede invece uno 0,1% nel 2013 ed un calo nel 2014 della stessa entità .

In sintesi nel 2015 saremo esattamente come oggi. Non ho dubbi che abbia ragione Confindustria, anche perché il premier ha poi risposto non argomentando i numeri ma dicendo che del resto "non si potevano sfasciare i conti". Nel frattempo le tasse ai cittadini sono aumentate ed un giro di vite allo stato sociale è già stato dato ma non credo che basti. In compenso nella legge di Stabilità sono state introdotte nuove spese improduttive per finanziare progetti che sicuramente potevano attendere. In definitiva siamo alle solite e forse peggio. Sinceramente l’elemento di rottura molti lo vedevano nel nuovo segretario del PD. Io non molto . Non faccio ovviamente questione di partiti . Questi partiti non mi interessano, perciò rivolgo l’attenzione alle persone. Premesso ciò mi pare di poter affermare che Renzi al di là dell’animazione della scena politica poco abbia portato . E’ poco tempo è vero , ma la promessa di iniziare subito dai temi concreti l’aveva fatta Lui. Non altri. Ebbene sulla legge di stabilità non mi pare che abbia fatto pendere la bilancia da qualche parte. Sulla legge elettorale mi pare che al di là del ritornello " che va discussa con tutti i partiti " non sia andato . Sarà un risultato spostare la discussione dal Senato alla Camera ? Non ho visto nessuno per la verità fare salti di gioia o rammaricarsi per questo. Né ho sentito gente per strada esultare per questo risultato. Per quanto riguarda le vicende parlamentari che diceva di voler coordinare mi pare che l’esordio sia negativo . Intanto oggi il governo è stato battuto su un emendamento di alta politica come quello " che introduce una penalizzazione per comuni e regioni che intervengono per limitare o disciplinare il "gioco d’azzardo" . La motivazione è che altrimenti entrano meno soldi all’erario. In sintesi uno Stato "biscazziere "non doveva essere disturbato. E pensare che il fenomeno sta dilagando ed in molti si stanno preoccupando. ( Anche Presidenti di Regione ,sindaci ecc.) . Bene , se interverranno per limitare il fenomeno selvaggio saranno puniti. Il buon Renzi accortosi delle critiche perché anche i suoi hanno votato l’emendamento, sorpreso con le mani nella marmellata ha affermato " Il Pd dovrà rimediare a questo errore. " Aspettiamo. Ma mi preoccupa ancora di più la vicenda della presentazione del "Piano per il lavoro" . In effetti dalla declinazione di alcune linee quello che appare chiaro e la eliminazione dell’art 18 dello Statuto dei lavoratori da applicare ai nuovi contratti a tempo indeterminato. Ciò significa vendere la libertà di licenziamento ( senza alcuna giusta causa) per un finto rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Non so se riuscirà a spiegare che senso ha un rapporto di lavoro a tempo indeterminato unito alla incertezza del lavoro anche per cause totalmente discrezionali.

( Fede religiosa , colore della pelle, antipatia , genere , non importa ). Ora che ci sia bisogno di flessibilità non vi è dubbio ma un sistema simile non può non prevedere un sistema di mobilità o l’introduzione di un vero salario sociale, altrimenti crea solo false aspettative di lavoro e perciò di un salario radicate sul nulla. Del resto i datori di lavoro chiedono di creare le condizioni per radicare le imprese ,per rafforzarle , per tutelare le produzioni , per alimentare la richiesta del mercato ; per riavviare insomma lo sviluppo. La libertà di licenziare c’è ora , perché mancando il mercato non c’è per chi produrre e le aziende hanno licenziato e continuano a farlo anche perché costrette dalla crisi e dal non credito spesso chiudono. Quindi torniamo all’inizio e cioè alla necessità di una politica industriale , e per tutti i settori, perciò di legge di stabilità più orientata in questa direzione. Anche qui apprendo dalla stampa che Renzi accortosi dell’ ‘errore ha fatto subito marcia indietro sull’abolizione dell’articolo 18 affermando che non è la priorità e che comunque la sua segreteria sta lavorando per un piano del Lavoro.

Sinceramente non mi pare questa l’aria da statisti. Se si fanno questi errori mi pare che si ricomincia dal vecchio e non certo dal nuovo. Un po’ più coraggio per dire qualcosa di veramente nuovo non guasterebbe. Ciò vale sia per Renzi che per Letta , come vale per tutti i parlamentari. Non mi pare ci sia il verso per interpretare la richieste che arrivano dalla società. Si può solo dire: "per ora non ci siamo." Bisognerà ricominciare una nuova partita.

In compenso paiono entrambi soddisfatti del decreto che prevede l’uscita dalle carceri di circa 3.000 reclusi con un meccanismo diabolico di sconto di pena che nemmeno un ingegnere della Bocconi riesce a cavarsela .

Come regalo di Natale non è male.