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LA NAZIONALE ITALIANA E QUELLA VISTA COL GIAPPONE O QUELLA CONTRO LA SPAGNA ? IL RINNOVAMENTO HA BISOGNO DI TEMPO
Di Admin (del 28/06/2013 @ 23:14:24, in confederations cup, linkato 1129 volte)

      

 

 Interrogarsi sul cammino dell’Italia nella Confederations Cup è d’obbligo.

Si tratta di giudizi altalenanti.

Si passa dall’ammirazione per la volontà ,per il cuore ed anche per lo studio sulla strategia tattica da adoperare contro chi è considerato superiore ( vedi gara con la Spagna ) ,alla critica più netta per il gioco espresso contro il Giappone di Zaccheroni in una gara peraltro vinta.

Prandelli è ancora alla ricerca di un modulo continuo, di creare una squadra con la propria forte personalità ,sulla quale poter contare per anni.

Il progetto è tutto incentrato sui giovani e sull’auspicabile utilizzo di qualche talento proveniente dall’Under 21.Balotelli lentamente fa progressi ed è sulle sue qualità e sulla sua forza che la Nazionale Italiana deve poter contare.

 Semmai fa riflettere il fatto che il gioco migliore, più armonico,più ricercato sia venuto quando Balotelli non era in campo ( con la Spagna ) ed anche fa riflettere quel gol vincente di Giovinco a far da spalla proprio a Super Mario ( tra i due vi sono quasi 30 cm in termini di altezza )  nella gara contro il Giappone..E’ un rischio puntare tutto su Super Mario ? Potrebbe esserlo se non si riuscirà a trovargli una spalla o un adeguato e continuo supporto in termini di palloni giocabili.

Quella maniera un po’ naif di giocare, quella ricerca costante della giocata ad effetto,la scarsa partecipazione alla fase difensiva fanno di Balotelli un terminale offensivo dal sapore antico.Solo che nel centrocampo degli azzurri ed anche nel reparto arretrato non esistono ( a parte De Rossi ) giocatori alla Vidal od alla Lichsteiner.

L’Italia cerca di far gioco e di attaccare ma deve essere supportata dalla forma fisica e non certo arrivare in precarie condizioni e con le pile scariche dopo una stagione estenuante.Si dirà che con la Spagna avrebbe meritato di vincere la nostra nazionale. Forse. Anche gli spagnoli avevano poca birra nelle gambe ( a parte le polemiche e le facili ironie sul presunto scandalo a luci rosse ) e Prandelli ha modificato il gioco degli azzurri proprio per impedirne il continuo fraseggio a centrocampo ed è riuscito nell’intento.

Il secondo tempo è stata solo un’attesa per supplementari e rigori.A quel punto poteva vincere chiunque.La sorte ha premiato chi ha avuto tra i tiratori maggiore precisione essendo stati del tutto ininfluenti i due portieri. E questo è un caso raro davvero.

Nè Casillas né Buffon hanno mai dato l’impressione di poter parare un solo pallone.

Cosa di buono si potrà ricordare di questa affollata spedizione ( criticabile ) in terra Brasiliana?

Che il progetto rinnovamento possa proseguire con costanza,che quando gli azzurri affrontano le grandi tirano sempre fuori un grande orgoglio ,d’altra parte appare del tutto evidente che vi sia ancora una certa distanza in termini qualitativi tra la nostra nazionale e quella del Brasile o della Spagna.

Considerando poi che ai mondiali del 2014 tra le altre vi saranno anche la Germania e l’Argentina sarebbe già da considerarsi un successo entrare tra le semifinaliste.

In un anno potrebbe cambiare del tutto lo scenario di certo per la finalissima tra Brasile e Spagna un leggero vantaggio ai carioca deve pur esser dato se non altro per il giorno di riposo in meno e per la faticaccia dei supplementari e dei rigori che avrà appesantito ulteriormente il team di Del Bosque.

Che si avvicini la sesta sconfitta per lui su 49 gare alla guida delle “furie rosse ?”

Probabile,ma non certo. 60 a 40 %