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Clicca per leggere: ECCO LA SOLIDARIETA’ DEL GRUPPO AUTOSTRADE DEI BENETTON: “SE REVOCATE LA CONCESSIONE CI SPETTA IL VALORE RESIDUO!”MENTRE NON E’ ANCORA FINITA LA CONTA DEI MORTI E DAL PD SI PARLA DI SCIACALLAGGI!
Di Admin (del 16/08/2018 @ 20:39:43, in cronaca, linkato 183 volte)






Situazione Genova a due giorni dal crollo del ponte sul Polcevera.

 I dati ufficiali per ora sono questi: 38 morti accertati e una quindicina ( media prevista ) di dispersi.

 Operatori sempre al lavoro sia alla ricerca di eventuali sopravvissuti ( molto improbabile ) sia per liberare al più presto possibile il greto del torrente Polcevera dalle macerie,sia per supportare concretamente gli oltre 600 sfollati.

 E’ ovvio che un fatto così eclatante come questo abbia rinfocolato polemiche politiche a non finire.

 Da una parte ( Governo ) si accusano i Benetton ( titolari della concessione ) di intascare lauti pedaggi con utili miliardari e di non aver fatto i dovuti controlli sulle strutture, Benetton avvicinati da Di Maio e Toninelli del M5Stelle ai Governi della sinistra e dall’altra, dai sinistrorsi sconfitti ma permalosi assai,si vomitano accuse di sciacallaggio politico.

                                  vox.it

 Ma non solo dai sinistrorsi permalosi ma anche dagli alleati ( ???? ) con Brunetta in testa piovono accuse contro il Governo reo a dire dell’economista di Forza Italia,di provocare scossoni in borsa riferendosi al crollo delle azioni di Atlantia ma anche di tutte quelle del settore autostradale. Insomma ,aver detto da parte di Conte che si vuole mettere in atto una procedura per il ritiro della concessione al gruppo Benetton proprietario della società Autostrade, avrebbe causato gravi danni ai titoli che in borsa in due giorni hanno perso 4,2 miliardi di capitalizzazione con ben 33 milioni di azioni che hanno cambiato proprietario.


 In questa brutta vicenda e tralasciando il livore dei soliti Orfini e Fiano del PD sconfitto circa il comportamento ritenuto offensivo da parte di Salvini che nella notte della tragedia era in Sicilia ad una cena con 260 persone ha avuto ben più peso mediatico e di sostanza la querelle tra Di Maio e Renzi.

Di certo quel PROLUNGAMENTO della durata delle cancessione inserita nottetempo nel decreto Sblocca Italia nel 2015 .Governo Renzi- non è che non faccia pensare.

                                              

 Così come la non trasparenza del contratto in alcune parti secretato.( Segreto di Stato!) Da qui le accuse di Di Maio verso Renzi evidenziate su Facebook:

«Renzi dice che Benetton non ha finanziato il Pd né la Leopolda, non dice niente delle altre fondazioni legate a doppio filo col suo partito. La sua parola per gli italiani vale zero. Uno che vergognosamente compra un aereo gigante inutile sprecando i soldi degli italiani e che aveva detto che si sarebbe ritirato dalla politica dopo la vittoria del no al referendum e che oggi siede sulla poltrona da senatore non ha nessuna credibilità». «Tutti i nomi dei finanziatori del Pd dalla sua nascita a oggi e di tutte fondazioni ad esso collegate. Carta canta! Che hanno da nascondere ancora? Tanto scoperchieremo tutto e il marcio verrà a galla

Di Maio poi tocca un argomento interessante che è stato sottaciuto dai più.

 Ovviamente e lo diciamo da tempo, quasi tutta la stampa italiana e pressochè tutte le Tv sono appiattite sul vecchio Governo o quanto meno non amano per nulla il nuovo. E Rai news24 ne è la perfetta testimonianza.

 Il nome dei Benetton non viene quasi mai fatto,ed è vero.


 Prosegue nel suo intervento DI Maio: “È vergognoso, ad esempio, che la parola `Benetton´ non compaia nei giornali mentre tutti danno addosso al MoVimento e in particolare a Beppe Grillo che viene accusato di essere il responsabile del crollo: roba da mentecatti! La verità è che tutti hanno sempre pensato e anche ora pensano solo al business. Ci sono morti sotto le macerie, feriti negli ospedali e soccorritori al lavoro da 2 giorni e dal gruppo Atlantia dei Benetton arrivano discorsi sul `valore residuo´ e dal Pd questi attacchi politici indegni, dopo tutti i favori fatti ad Autostrade per l’Italia. È proprio questa mancanza di cuore che ha portato una società ad interessarsi solo dei profitti e un partito solo del suo vantaggio politico. Ma è finita quell’epoca”

 Impossibile dargli torto!



 Silenzio assordante da parte di Del Rio che nel 2015 e nel 2016 era a capo del dicastero dei trasporti ed aveva ricevuto due diverse interrogazioni parlamentari da parte del Senatore Maurizio Rossi circa la manutenzione sul Ponte Morandi.



 NESSUNA RISPOSTA.